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CASTELNUOVO: celebrato il sessantesimo di consacrazione della chiesa parrocchiale

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Week end di festa alla parrocchia di Castelnuovo. La sagra di quest’anno ha celebrato una ricorrenza molto particolare: i sessant’anni dalla consacrazione della chiesa parrocchiale, avvenuta il 6 settembre 1958 da parte del vescovo d’allora mons. Placido Maria Cambiaghi che la dedicò al Cuore Immacolato di Maria. Parroco era don Luigi Caprioli. 

Il momento clou della sagra è stata la serata di ieri con la Messa alle ore 18 presieduta da don Giancarlo Scotti, nipote del parroco Caprioli   (in casa del quale ha vissuto gli ultimi anni del seminario) e concelebrata dai sacerdoti nativi o che hanno svolto un ministero in parrocchia. 

All’inizio della celebrazione il parroco don Giuseppe Dossena ha salutato i presenti e in particolare don Scotti e ha spiegato il significato della celebrazione. Al termine il vescovo Daniele ha voluto essere presente a salutare la comunità ed ha quindi partecipato alla cena assieme ai sacerdoti.

Sabato 1° settembre, alle ore 18, è stato festeggiato il nuovo cappellano don Luciano Valerani che ha celebrato la Messa nell’anno del suo giubileo sacerdotale. 

Oggi, lunedì 3 settembre, alle ore 20.30, verrà celebrata la Messa a suffragio dei defunti e benefattori della parrocchia, poi ancora la Baby Dance e la grande tombolata con ricchi premi in palio.

LA STORIA DELLA PARROCCHIA E LE OPERE REALIZZATE DAGLI ARCHITETTI SCARAMUZZA E ZUCCHETTIESPRESSA E DI RicettarioCROSTATA MARMELLATA PESCHE CON BIANCHE rCBodxe

Al termine della Messa l’architetto Mario Scaramuzza ha illustrato le opere realizzate in parrocchia da lui e dalla moglie Vania Zucchetti su richiesta dell’allora parroco don Ennio Raimondi, anch’egli concelebrante. 

La storia della comunità di Castelnuovo è iniziata il 19 marzo 1943 mons. Franco dichiarò “Le Quade” parrocchia a tutti gli effetti. Venne nominato parroco don Giuseppe Scalvini. La chiesetta lungo via Cremona era comunque troppo piccola per ospitare la comunità e si parlò subito di costruirne una nuova. Il successivo parroco don Luigi Caprioli nel 1958 portò a termine il sogno di una nuova grande chiesa, adeguata al numero sempre crescente della popolazione. L’incarico venne affidato all’architetto Amos Edallo che progettò anche la casa parrocchiale.

Una volta consacrata il 6 settembre 1958, la chiesa aspettava di essere affrescata e Rosario Folcini, sempre su incarico del parroco Caprioli, intervenne nel 1976. In soli tre mesi dipinse un ciclo a tempera di grande forza spirituale sull’arco trionfale L’Annunciazione e nella volta del presbiterio: Cristo Risorto, La Pentecoste, Le Opere di misericordia corporale.

Ma la chiesa era una sorta di “cattedrale nel deserto”. La parrocchia aveva bisogno di strutture. Ci pensò il parroco don Ennio Raimondi (1987-1991) che appunto affidò ai giovani architetti Mario Scaramuzza e Vania Zucchetti il progetto di riqualificazione del complesso parrocchiale. Era l’anno 1988.   

Il progetto previde la costruzione dell’oratorio e degli spazi parrocchiali per attività collettive, l’ampliamento della palazzina con la realizzazione di nuove aule di catechismo; l’ampliamento dell’MCL al piano terra e dei servizi comuni; la costruzione dei nuovi porticati perimetrali di collegamento; la costruzione della sala parrocchiale polifunzionale; la realizzazione del cortile interno pavimentato e attrezzato con eliminazione delle barriere architettoniche per l’accesso alla Chiesa, all’MCL e alla Sala parrocchiale; lo  spostamento e la ricostruzione di nuovi campi di bocce. Veramente un intervento notevole e molto bello che dava nuova vita alla parrocchia.

Ma non solo, la chiesa era stata costruita al risparmio e don Ennio pensò anche alla sua qualificazione: gli architetti Scaramuzza-Zucchetti ne progettarono la facciata con il restauro integrale dei cementi armati e il ridisegno della struttura.  Applicarono all’interno del telaio strutturale degli archi ribassati in cemento armato, realizzarono due corpi laterali con disegno a losanghe al primo ordine e un loggiato al secondo ordine, con archi e colonne. Il tutto venne inaugurato nel 1991, con grande soddisfazione della comunità.

Dopo don Ennio divenne parroco nel 1991 don Franco Mandonico. Vi rimarrà fino al 2000. Su sua indicazione, negli anni 1993-94, gli stessi architetti realizzarono il restauro del campanile, il rifacimento della copertura della chiesa e del campanile in rame, il rosone di facciata e la croce sul relativo timpano. All’interno venne realizzata la totale tinteggiatura e furono posate vetrate artistiche.

Ma don Mandonico coltivò e realizzò anche il sogno del nuovo Centro sportivo e di aggregazione. Ed ecco i due architetti ancora al lavoro per disegnarlo e costruirlo, con nuovi spogliatoi porticati e locale infermeria, un campo polivalente con copertura e un giardinetto con laghetto e boschetto tribuna. Il tutto venne inaugurato il 7 giugno 1998. 

Infine il parroco don Giuseppe Pagliari (2000-2010) realizzò negli anni 2008/2010: il timpano della facciata della Chiesa con inserimento di un bassorilievo in cotto e metallo dorato dello scultore prof. Maurizio Zurla che raffigura L’Annunciazione.

Nel centro sportivo venne realizzato il nuovo bar sul perimetro nord con sala ritrovo, scantinato, porticati e servizi. L’inaugurazione nel 2010. 

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